"Signora Milller buongiorno, come sta?"
"Bene grazie, e tu?"
"Mai stato meglio. Ecco a lei, glie lo appoggio qui, fresco e di prima mungitura, sempre la migliore"
"Perfetto così oggi faccio anche un dolce e domattina te lo faccio assaggiare"
"Lei lo sa signora che quando si parla di dolci non so proprio rifiutare"
Il buongiorno si vede dal mattino e per il lattaio nonostante la fatica era sempre un buon mattino.
Si alzava alle quattro, prendeva il secchio di latta e si metteva lì, con santa pazienza a mungere le vacche una per una, sette in tutto, per un totale di centoquaranta litri di latte. Il paesino a valle non era molto grande, una cinquantina di famiglie e tutte e cinquanta, chi i giorni pari e chi i giorni dispari, venivano rifornite del latte della fattoria.
Qualche metro prima di arrivare dava sempre due strombazzate con la trombetta posizionata sulla bicicletta con cui trainava il carro:
"Mamma è arrivato il latte posso andare a prenderlo io oggi?"
"No vado io, tu ci sei già andato ieri" rispondeva il fratello più piccolo.
"Su via non fate così, andateci tutte e due e senza corre.."
Non feceva mai in tempo a pronunciare l'ultima parola che i bambini si fiondavano sempre come fulmini per andargli incontro.
"Questo è per te, e questo è per te, è un latte magico e se lo berrete tutti i giorni diventerete forti come me" gli raccontava.
L'ultimo ad essere servito era sempre il Professor Peaton, celibe, vecchio e di poca confidenza.
"Professore come sempre a lei non mi azzardo a suonare la trombetta, non vorrei farla incazzare più di quanto già non lo sia"
"Tu si che sei l'unico che ha un minimo di rispetto per i vecchi come me, ah, si stava.."
"..si stava meglio quando era peggio" completava sempre la solita frase.
“Ed ecco anche a lei, una buona dose di latte, ma che è magico lo sapeva?! mette di buon umore persino i vecchi scorbutici come il mio caro Pitone ” e se ne andava dando sempre una strombazzata più forte di tutte le altre, lasciando con una smorfia di sorriso anche il vecchio Professore.
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