Fred si era appena reso conto di essersi svegliato ma non aveva ancora aperto gli occhi. Quando li aprì realizzò che era mattino, dovevano essere le sette e qualcosa, troppo presto per alzarsi.
Era invece un buon mattino per essere seri, fuori della finestra tutto era ancora silenzioso e tranquillo, le nuvole senza identità annunciavano una giornata priva di incontri, senza particolari eventi e accadimenti. Tutt’altro invece annunciava lo stomaco di Fred, vuoto, affamato, un po indisposto da quella birra in più con cui aveva concluso la scorsa serata dopo aver rivisto Melanie.
Erano mesi che non la vedeva, eppure nulla sembrava essere cambiato. Fred era uscito con i soliti amici a bere al solito posto. Faceva freddo. Entrò un gruppo di ragazzotti di poche pretese, erano abbastanza ubriachi da non accorgersi della tranquillità che si respirava in quel locale, tant’è che tutti si girarono quando varcarono la soglia dell’ingresso. Assieme a loro due ragazze, una di loro era Melanie. Quando gli occhi di Fred si accorsero della sua presenza, si sentì come mancare, gli mancò il respiro, come l’ultima volta, come sempre. Allora decise che una birra ci voleva, forse due, forse tre.
Fred non aveva mai nulla da dire finché non toccava un goccio di caffè, e quel mattino fece come sempre: i suoi movimenti ripetevano da anni quella stessa sequenza di mosse, poi accese la fiammella del gas e li il suo sguardo si perse. Tutto se stesso era immerso in quel momento in cui la sera precedente aveva riassaporato la dolcezza dei suoi occhi, così profondi. Nel rivivere quell’emozione sentì un forte dolore al petto accentuato da un respiro strozzato e secco. Il caffè era già pronto. Lo versò nella tazzina di porcellana che aveva conservato da che era morta sua nonna. Il primo sorso propagò un calore lungo tutto il corpo, istantaneo ma altrettanto fugace che ne fece un altro, poco dopo, assaporandone tutto l’amaro. Al terzo sorso la tazzina cominciava a scarseggiare, il quarto ed il quinto furono più brevi e veloci. Fred di colpo alzo gli occhi e con un solo sguardo si allontanò da quel pensiero da cui era stato catturato, tornò con la sua attenzione nel presente, il suo corpo si fece più leggero e tornò a respirare con regolarità. Con il sesto sorso finì la tazzina, la ripose nel lavello. In quell’attimo sentì il bisogno di scrivere.
Nessun commento:
Posta un commento